
31 Mar Le Gemme del Bosco
In primavera, durante la nostra Pasqua, la Natura si risveglia, risorge, e riveste il paesaggio con il suo verde manto, accompagnandosi con i canti degli uccellini; i raggi del Sole, con il loro tepore, ogni anno danno il via alla danza della Vita.
L’albero risponde attivandosi, con pulsazioni ritmiche, come una potente pompa che assorbe i succhi minerali della Terra, per farli salire lungo il fusto fino alle punte dei rami, che con le loro altezze si protendono verso il Cielo.
Catturando l’Energia solare, grazie alla magia della fotosintesi, gli alberi trasformano il succo grezzo della Terra in linfa vitale, prezioso ingrediente, primo anello della lunga catena della Vita.

Il tessuto vegetale appena nato fornisce gli strumenti per la creazione della materia vivente: innanzitutto i minerali liberati dalle forze telluriche che li tenevano incatenati a terra, diventano accessibili a tutte le creature, andando a formare le strutture che guideranno le forme della vita organica; e poi le proteine, veri e propri mattoni sintetizzati nelle foglie, costruiranno la Vita seguendo gli scheletri delle strutture minerali.
E’ così che inizia il cammino proteico che partendo dalle piante, passando agli animali, approda fino agli ultimi arrivati in questo mondo: gli esseri umani.
Nell’evoluzione della foresta è già scritto il destino proteico dell’uomo.
Fra pianta e animale vi è una continua circolazione di materia ed un interminabile scambio di energia. Esiste perciò un sorprendente parallelismo tra l’evoluzione delle foreste e l’evoluzione della materia proteica nella specie umana ed animale.
Poiché la vita animale dipende completamente da quella vegetale, ciò che alimenta l’essenza della vita animale può anche rigenerarla.

Osservando più attentamente, non può sfuggire la reale protagonista vegetale di questo risveglio: la Gemma. Alle prime luci primaverili, essa schiude le sue perule che l’hanno protetta durante il lungo e apparente riposo invernale, rivelando il verde vivo dei suoi strati più interni. Posta all’apice estremo di ogni ramo, agisce da antenna, ricevendo i raggi cosmici, e come direttrice d’orchestra, guida le energie telluriche lungo tutto il tessuto vivente della pianta.
Poiché la vita è espressione della dinamica cellulare, per curare è necessario utilizzare cellule in fase di potenziale divisione che possano agire e stimolare altri tessuti cellulari.
La Gemma, contiene in sé il tessuto indifferenziato, immortale, meristematico, totipotente, dal quale si differenzieranno tutti gli organi e apparati vegetali, senza che esso perda mai la sua capacità generativa, per tutta la durata della vita dell’albero.
L’albero è l’identità vegetale più potente, dove l’energia vitale si esprime ogni anno con un grande rinnovamento cellulare. Tutti i suoi tessuti allo stato nascente o in via di divisione, sono i più indicati per disintossicare, rigenerare e curare le cellule umane. Le gemme, i giovani getti, gli amenti femminili fecondati, gli xilemi, i floemi, le giovani radici, la scorza interna delle radici e la corteccia dei giovani rami, sono i più adatti a tale scopo.
Questi agiscono orchestrando i ritmi e gli equilibri cellulari del corpo umano, regolando i processi fondamentali su cui è costruito. È un’azione dolce e profonda che fornisce gli impulsi primi, staminali, lasciando poi che i tessuti cellulari dell’organismo ritrovino la loro omeostasi naturale.

Canale di energia tra la Terra e il Cielo, l’Albero governa tutta la vita che si propaga sotto di esso, identificando i diversi tipi di Foresta.
Esso diviene il pilastro centrale della cura erboristica.
Per ogni luogo, determinati alberi si assoceranno tra loro, e sotto le loro fronde abiteranno arbusti, erbe, animali, funghi, e persone: una grande famiglia.
Queste famiglie variano da zona a zona, generando i variopinti ecosistemi naturali caratterizzanti le diverse parti del mondo.
Così le associazioni vegetali diventano anche associazioni terapeutiche dove gli arbusti rappresentano gli intermediari indispensabili in numerosi casi, per strutturare una giusta prescrizione terapeutica; mentre lo strato erbaceo trova il suo ruolo complementare sotto forma di tisane e tinture madri.
Le piante arboree e arbustive essendo perenni e quindi poco variabili rispetto alle erbacee, influenzano con la loro presenza biochimica e strutturale il terreno stesso, creando un humus specifico che modificherà la natura minerale del suolo, interagendo nell’evoluzione forestale tipica per ogni luogo.
Il suolo muterà il suo pH e la sua struttura minerale, partendo dai terreni acidi e silicei della Tundra, fino ai terreni alcalini e calcarei della Foresta e del Mediterraneo.
Ogni tipo di terreno rappresenta un tipo di albero, di arbusto e di pianta erbacea con le proprie caratteristiche terapeutiche. Per analogia, il terreno e l’ambiente, sono affini alle differenti configurazioni organiche umane, ed alle diverse fasi della risposta infiammatoria.
Per analogia le gemme, lo stato potenziale delle specie arboree e arbustive, influenzano potentemente le strutture biochimiche e corpuscolate dei “terreni” umani e animali.
Sarebbe opportuno, per una corretta prescrizione gemmoterapica, ricorrere ad associazioni terapeutiche di alberi e arbusti appartenenti ad un determinato ecosistema che deve essere lo stesso per quelle piante prescritte.
Tra le piante utilizzate, le Betulle e la Quercia, sono quelle che possiedono le più spiccate capacità di adattamento, di acclimatazione, di resistenza, di diffusione, di rigenerazione. I tessuti embrionali di queste piante formano la prima base della terapeutica e del drenaggio gemmoterapico.
Quindi le gemme del bosco, che questa primavera stanno tornando a sbocciare a nuova vita, diventano il fulcro del benessere di ognuno di noi, nella prospettiva di una medicina ecologica che può guidarci nel ritrovare il nostro ruolo nell’ecosistema dei boschi che ci circondano.
NOTA: I paragrafi in grassetto riportano i quattro postulati di Pol Henry , il padre fondatore della Gemmoterapia.

